Ciumbia 2, anmò quater ball in dialett

ANCORA UNA GRANDE SERATA DI SPETTACOLO.
Ciumbia 2, anmò quater ball in dialett

C’era una volta l’osteria, dove la gente s’incontrava, beveva, cantava, litigava…
Oggi le vecchie osterie non ci sono più, ci sono i bar, ma l’umanità è sempre quella, e allora troviamo due baristi stufi di lavorare, un tassista alle soglie della pensione, un balordo di periferia oppresso da una moglie troppo gelosa, uno studente quasi modello e una studentessa un po’ più svagata, una ex quasi grande attrice e una professoressa con ambizioni poetiche che mettono insieme le loro illusioni, un vù cumprà, perché oggi ci sono anche gli immigrati, e un gruppo di musicisti sfaccendati. Sono questi ultimi a inframezzare le storie dei protagonisti con alcune delle più belle canzoni della tradizione milanese, che servono da commento al testo.
Testo scritto a quattro mani da Eraldo Cappella e Alessandro Stringa, due peschieresi DOC, e diretto da Franco Mantega, da moltissimi anni regista della compagnia “Varie ed Eventuali”, che fa capo all’oratorio di Bettola.
Ciumbia 2 significa che c’è stato un Ciumbia 1, di cui il lavoro attuale è l’evoluzione e che è stato rappresentato per diversi anni nei teatri dell’hinterland, sempre con ottimo successo.
Gli attori: Gianni Pilla è Vittorio, un barista che preferisce cantare piuttosto che dedicarsi al bar, lavoro che grava principalmente sulle spalle di sua moglie Adriana, interpretata da Flavia Rossi; Ilaria Pozzati è la loro figlia Marina, più dedita ai social che allo studio, studio che è invece la principale preoccupazione di Francesco (Francesco Stringa), laureando in storia con la vocazione del tassista e già alle prese con le problematiche della mancanza di lavoro per i giovani. Francesco troverà un aiuto inatteso da Odino, tassista in cerca di un erede, interpretato da Eraldo Cappella, che si sdoppia nell’esilarante Anacleto, detto Tartaia, improbabile cacciatore-Rambo. Mauro Cremonesi è Ginetto, un abitué di San Vittore, messo in riga da Concettina, da poco sposata, siciliana gelosissima, interpretata da Maria Di Bella. Luisa Sartori ed Emanuela Sgarbi, rispettivamente Cesira (o Milly, suo nome d’arte), attrice in cerca d’ingaggio, e Patty professoressa di matematica che ha scritto un libro di poesie a sue spese, danno ai loro personaggi una grande umanità. Poi c’è Keball, vù cumprà di incerta origine ma milanese per vocazione, che cerca di piazzare la sua merce originale, ma made in Cina, interpretato da Artemide De Piante. I musicisti sono Ermanno Lughi e Nazario Lughi alle chitarre, Cesarino Grioni alla fisarmonica e Alessandro Stringa, voce e pescatore contaballe.
Una doverosa citazione per Giuseppe Forcati, tecnico luci e suoni, che fornisce sempre un supporto indispensabile, e un grazie al comune di Peschiera Borromeo per la bella serata del 19 gennaio al De Sica, con il magistrale aiuto al service del grande Luigi Cozzi.

 

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